mercoledì, 20 agosto 2008, ore 15:48

... ho detto sì, vengo, e sono uscita con mio fratello&friends. Apparte la crisi di pianto pre-uscita, (ovviamente non mi sentivo abbastanza perfetta per poter uscire con loro), durante la quale sono stata sgamata da mio padre, cosa che in genere non succede mai, e che mi ha costretta ad arrabbattare una giustificazione del cazzo sul momento, avevo come un sesto senso e con grande fatica mi sono arrampicata sulle decolleté tacco 5 invece di optare per le ben più comode ballerine, molto meno 'da caccia', non che andassi con questo spirito, ma si sa che quando le altre si mettono i tacchi una regola non scritta impone che li metta anche tu. E per fortuna: durante la passeggiata al lungo mare, chi t'incontro? Due miei ex compagni di classe, fra cui quello che mi piaceva tanto, di cui mi è anche capitato di parlare here and there. Mi tremano le gambe a uso budino, chiacchieriamo e mi aggiornano sugli ultimi pettegolezzi, io faccio altrettanto, poi arriva la fatidica domanda, 'e tu?' 'e io, ancora sulla piazza! E voi?' 'Anche noi, sulla piazza, io mi sono lasciato con E. e lui con D.'. Avete presente i cartoni animati giapponesi? Quando ci sono le feste e si vede quell'enorme pallone rosso attaccato al soffitto che a un tratto si apre lasciando cadere la pergamena di augurio e tutti i coriandolini sulla testa di persone che indossano cappellini a punta e trombette di carnevale? Ecco, più o meno quello che c'era nella mia testa in quel momento. Ho camminato per il resto della serata sorridendo come un'ebete e fischiettando, e parlando da sola, e il peggio è che qualcuno se n'è accorto e mi ha fissato con espressione interrogativa. A volte mi sento tanto cartone animato! Bah, niente, è un post un po' sensa senso, probabilmente ancora devo sfogare la gioia repressa e mi è venuto da scriverlo, ad ogni modo memento: mettere sempre le scarpe col tacco E dire tanti sì anche quando non mi va per niente di uscire.You never know.
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categoria : vita, cazzate varie

martedì, 19 agosto 2008, ore 21:07

Posso accettare che:

La linea non funziona

Chiamo la Telecom

Non risolvono il problema.

Mi sta anche bene che:

La linea continua a non funzionare

Subisso la Telecom di telefonate

Continuano a non risolvere il problema.

Mi sta molto meno bene che:

La linea funziona

Internet incomincia a non funzionare

Non risolvono il problema

E mi fa girare i coglioni fino a farli fumare che:

La linea funziona

Internet non funziona

Subisso di telefonate la Telecom lanciando anatemi

Non mi risolvono il problema

Mi lascia lievemente risollevata ma un filo contrariata che:

Dopo 15 giorni internet riprende a funzionare e che:

Ci vogliono venti giorni affinché tutto torni alla normalità, e non per loro spontanea iniziativa ma perché sono stati inseguiti e perseguitati con una media di 1 telefonata e mezzo al dì.

Ecco dove sono stata in questa pausa forzata, che salutare non lo è stata per niente, specialmente in questo periodo di grande tensione dovuto alla presenza di mio fratello&zita*, in cui sfogarmi un po' e leggere qualche consiglio e qualche cazziatone non sarebbe stato male. In compenso ho scritto tante pagine lacrimevoli sul mio diario. Alti e bassi, altissimi e bassissimi. E vabbé. Ora non c'ho voglia.

*Fidanzata.

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categoria : rabbia

lunedì, 04 agosto 2008, ore 14:35

Pensavo alla felicità. Che me la sono sempre immaginata come un punto d'arrivo, come una cosa molto difficile da conquistare ma che alla fine, quando l'avessi finalmente ottenuta, dopo tutti i sacrifici inevitabilmente necessari, nessuno me l'avrebbe più tolta. Che quindi basta aspettare per quello che c'è da aspettare, e spaccarsi il culo per le cose per cui occorre farlo, ma prima o poi la felicità arriverà. E nel frattempo, devo solo e soltanto resistere fino a quel momento. Ma è davvero così? Certo che no, chi può aspettarsi di raggiungere la torre d'avorio e pretendere che nessuno provi a buttarlo giù per prendere il suo posto, giusto per usare una metafora per dire che saremo sempre e per sempre esposti al dolore, alla tristezza, alla depressione? La verità è che la felicità è una conquista giornaliera, che non si smetterà mai di cercarla e di combattere per ottenerla o mantenerla. Ci vorrà un impegno costante, e costanza è la parola che mi spaventa di più in assoluto. Ma questo stato delle cose ha anche il suo lato positivo, perché significa che posso ugualmente essere felice subito, adesso, pur senza avere tantissime di quelle cose che vorrei. Ma chi ci impone quest'idea? Perché io non posso essere puramente felice proprio adesso, mentre me ne sto qui a scrivere tranquillamente, con un leggerissimo venticello che entra dalla finestra, la contentezza che mi ha dato leggere certe cose qui su splinder e la prospettiva di un bel libro quando staccherò da qui, mandando a fanculo i libri universitari per un po'? Sì, non devo aspettare per raggiungere la felicità. Ce l'ho a portata di mano. E non è vincolata a niente in particolare. E questo significa che io dipendo non da cose o persone ma solo da me stessa, e questa si chiama libertà.
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categoria : riflessioni, illuminazione

mercoledì, 30 luglio 2008, ore 11:37

...è la sindacalista che è stata per due giorni in compagnia di noi ragazzi del corso, venuta directly dalla sede del posto in cui si spera di entrare a lavorare. O meglio, gli altri sperano, io voglio solo farmi un'esperienza e godermi la vacanza.

M'è piaciuta subito, il primo giorno, con quel suo accento toscano e la gonna lunga lunga da zingara, la voce profonda e un sorriso abbagliante, i modi di fare informali e amichevoli. E il secondo giorno ho deciso che è questo il tipo di donna che vorrei diventare: bella nella sua semplicità, sicura di sé senza essere arrogante, grintosa senza essere aggressiva, spiritosissima, e poi, beh, comunista e ho detto tutto. E' la prima volta che mi capita di restare così affascinata da una ragazza da pensare 'E' un mito!'. Io ho vinto il mio caratteraccio -timido scontroso asociale rigido- e le ho parlato. E sono contenta, questo è stato un incontro luminoso.

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categoria :

lunedì, 28 luglio 2008, ore 20:42

Strano a dirsi ma sono troppo contenta! Oggi pomeriggio ho avuto un corso formativo per il famoso concorso, purtroppo devo tornarci anche domani e dopodomani, il teatro in cui si tiene è una sauna, senza contare le poltroncine strette e la conseguente claustrofobia, 'che mi sento ingabbiata e mi vengono le crisi e...

Sono troppo felice! Anzitutto, il concorso si baserà su test psico-attitudinali e comportamentali, e ciò significa che di quel libro posso anche, per il momento, farne carta straccia. Un enorme peso in meno. Poi, la data: è agli inizi di settembre, il che vuol dire che potrò fare gli esami al secondo appello, quello più lontano e che quindi mi permetterà di studiare un paio di settimane in più, e infine, last but not least, il posto in cui il concorso si terrà è... (oooooooooooooooOOOOOOOLE'!!!!)

FIRENZE!!!

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categoria : vita, ottimismo

venerdì, 25 luglio 2008, ore 15:06

Lucy: diminutivo di Lucifero, perché certe volte sono proprio uno zuccherino

Scimmia: da sempre così, mio papà. Chissà perché.

Bernardo Provenzano: perché ho l'abitudine di non rispondere a citofono, telefono, porta quando sono sola in casa.

Sarah (Ferguson): perché odio chiunque faccia rumori mentre mangia. Non capiscono che non è per educazione, è che proprio mi da fastidio sentire certe cose, e quindi pretendo che si mastichi a bocca ermeticamente chiusa, che si facciano bocconi piccoli, che non si 'suchi' se c'è la minestra, etc. etc. e sorveglio tutti, e chi sgarra verrà redarguito severamente, se non a parole, con uno sguardo sdegnato. Davvero mangiare con me non è un piacere.

Questo post minchione perché quello precedente lo voglio far scorrere giù e sparire, è stata una crisi ed ora è archiviata e mi scoccia parlarne e anche vedere scritto quello che ho scritto.

 

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categoria : cazzate varie

giovedì, 24 luglio 2008, ore 19:31

Cazzo! Ma perché le compresse di Xanax? E ora io come faccio a prendermi di nascosto le gocce? Non posso, perché sono compresse! Compresse! Countable!

Tu sei preziosa. Non è vero, non sono neanche capace di inserire uno stupido, stupidissimo avatar.

Ed è inutile che mi si ripeta di stare tranquilla, noi non ci aspettiamo niente da te, l'importante è che tu faccia il tuo lavoro. Io ho poteri speciali, sono telepatica, e sento. La verità è che loro hanno un'opinione troppo alta di me, e lo capisco anche, perché io sono una bravissima imbrogliona. Sì, riesco a fingere di essere intelligente. Ma in realtà non sono che una stupida testa di cazzo, e dirò di più, fallita. Fallita. Perché anche gli stupidi vanno avanti, se hanno forza di volontà. E io ne ho zero. Non voglio niente dalla vita. Fosse per me sarei felice anche vivendo sotto gli archi della marina.

Che ci faccio ancora qua? Dovrei infilare quattro cose in uno zaino e andarmene. Scappare. Via. Ora. Sparire per sempre. Sì sto delirando, si da il caso che il mio pranzo di oggi sia stato: due fette di prosciutto crudo punto. E la cena, la cena, ho lo stomaco chiuso.

Odio essere voluta bene. Preferirei essere maltrattata, a quel punto non dovrei niente a nessuno. Invece mi amano. E io ora come li ripago?

Non m'interessa un cazzo, voglio medicine, anche inutili, purché siano medicine.

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categoria : malessere, esaurimenti nervosi

martedì, 22 luglio 2008, ore 15:57

...scende il superbro. Gaudio e tripudio da un lato. Mi manca. Scazzo ansia e depressione dall'altro. Ma non ho intenzione di perdere la testa. Non ho intenzione di fare l'animale da circo che impara il numero per ripeterlo davanti al pubblico e sottoporsi al suo giudizio. Io sono così, brutta, cicciotta, sfigata, sola e stupida. E tu, se mi vuoi bene, ti pigli il pacchetto intero. Altrimenti mi butti nel cesso e tiri la catenella, e io, in compenso, mando te a fanculo. Perfetto, la teoria m'è chiara, ora devo cercare di mettere in pratica, che è quello che mi riesce sempre malissimo.

Come mi sono potuta ridurre così? Ero una bambina fichissima. Tradunt, all'età di due anni ho spaccato un camioncino in testa al figlio dei miei padrini di battesimo perché picchiava mio fratello. All'età di cinque, io offrivo allegramente il mio braccio per le analisi al sangue mentre lui si cagava. E si spaventava anche delle farfalle. E se è per questo, ero pure bionda. Poi forse ho avuto un incontro ravvicinato con la criptonite. Tzé.

 

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categoria : malessere, sfogo, cazzate varie, paura, autostima

domenica, 20 luglio 2008, ore 14:33

A settembre, tanto per chiudere il discorso, farò un concorso, e anche se è solo una prova, non ci posso mica andare bianca. E così, Tecnica Finanziaria o qualcosa così mi lancia occhiatacce intimidatorie. E sempre per settembre devo pure prepararmi le materie per passare al TERZO ANNO. Magnifico, quel che resta della mia estate. Quest'anno penso di aver battuto il record, sono andata a mare solo due volte. Questo è un numero da Milano. Ma io sto in Sicilia. Anzi, mentre sto qui a scrivere cazzate mi basta semplicemente girare la testa di 90° verso sinistra per  vedere il mare incorniciato dalla porta-finestra del balcone. Di più, sembra quasi che stendendo il braccio si possa infilarci il dito. Non resterei meravigliata se ritraendo la mano questa gocciolasse pittura blu. E questo è meraviglioso. Sarebbe meraviglioso, se non mi chiedessero sempre, tutti, perché non vado a mare. Mi sento molto, ma molto scazzata. Il futuro mi sembra una distesa infinita di noia. Non mi capitano più abbuffate da un bel pezzo, e lo scrivo facendo tanto di corna. Mi sembra tanto noioso anche quello. Spero di avervi annoiato con questo post noioso così come sono mangiata dalla noia io. Yaaaaawn

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categoria : cazzate varie, scazzo totale

venerdì, 18 luglio 2008, ore 12:44

Mio padre torna a casa, e mentre si rinfresca e si cambia la camicia, mi dice: 'Ho deciso. Dal momento che da questo mese tuo fratello ha iniziato a prendere lo stipendio intero, e non lo mantengo più io, ti aumento la paga. Te l'ho raddoppiata'.

I miei genitori escono. Io mi finisco il capitolo del libro di diritto sindacale e decido di cenare. Apro la dispensa. Chiudo la dispensa. Apro il frigorifero. Prendo l'anguria, ne mangio una fetta, sarà stata spessa un centimetro nella parte più larga, e me ne vado a letto.

ANSIA

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categoria : malessere, paura