domenica, 16 novembre 2008, ore 13:23

Sprecare la propria vita a piagnucolare per qualche caloria di troppo, avere la consapevolezza di rincorrere un fantoccio che non mi darà mai la felicità anche se una parte di me ne è convinta. Son soddisfazioni.

Lo so cos'è. E' il Natale che s'avvicina inesorabile, è alle porte. E non dite no, è così. Basta guardare il volantino di un qualsiasi supermercato. Urge eleborare strategie difensive e piani di attacco anti-fratello, anti-cognata e anti-parenti. We can work it out, we can work it out.

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categoria : lacrime, malessere, cibo, dimagrire, esaurimenti nervosi

lunedì, 03 novembre 2008, ore 11:55

Cugina: 'ma hai qualcosa di diverso...'

Nila: 'Mh?'

C: 'Ti sono diminuite le tette!'

N: 'Ma vaffanculo!'

C: 'Sì, ce le hai più magre!'

N: 'Sì, e tutto quello che ho perso io s'è depositato sulla tua pancia!'

1 kg in meno circa da quando sono tornata dall'ultimo viaggio. Anche se di quella bilancia non mi fido e potrebbe essere molto meno. Ma comunque, fossero anche 100 grammi, ovviamente cosa se ne va per primo? Le tette. Uau.

Number 2

Sconosciuto (cesso che più non si può): 'Me la scatti una foto?'

Nila: 'Ecco fatto!'

S: 'Come sono venuto?'

N: 'Boh, vedi tu'

S: 'La metto in chat, non si sa mai... Tu ce l'hai la chat?'

N: 'Purtroppo no!'

S: 'Ah. Ma sei fidanzata?'

N (sorriso accecante): 'Sì!'

S: 'Fortunato lui!'

N: 'Eh...'

L'ho mai detto che sono una calamita attira sfigati? Bell'attraccaggio poi, una tecnica molto raffinata. Via, sciò, io non voglio che mi si avvicini nessuno, e soprattutto nessuno cesso e con un q.i. inferiore alla normale tollerabilità. Io sono untouchable (seeeee, continua a ripetertelo).

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domenica, 12 ottobre 2008, ore 16:34

E' stato un tour de force ma è andata. Alla fin fine ho fatto bene a dire di sì a tutto. E così, matrimonio + uscita serale. Il matrimonio è stato un mezzo disastro, a tavola mi sono sentita a disagio. Evidentemente le persone sono convinte che dal momento che il loro pranzo è offerto devono riuscire a tutti i costi a stipare nello stomaco e fin su l'epiglottide quanto più materiale commestibile riescono. Io la vedo che non devo arrivare a sentirmi male. E la vedo anche che siccome è da qualche giorno che sto mangiando in maniera più o meno equilibrata, con grande fatica, non doveva certo essere questa circostanza a farmi cambiare regime. E così mezzo piatto di patate fritte e mezzo piatto di pasta, più pre-stuzzichini e post-dolci mi pareva più che sufficiente. E invece no, dagli un dito e si prenderanno il braccio, ho malauguratamente rivolto la parola al tizio che mi sedeva di fronte, non sapendo che gli stavo dando il la per tutta quell'odiosa serie di battute su 'cosa' (avevo il mio solito menù speciale, dal momento che era tutto a base di pesce, per gli altri) e 'quanto'. Passi la prima, passi la seconda... ma cazzo abbiamo fatto le scuole assieme che ti permetti di guardarmi nel piatto? No, è la prima e spero ultima volta che ci vediamo. E come al solito non ho risposto decisa come avrei voluto. Solo un 'ma ce l'avete per vizio di guardare i piatti altrui o è solo oggi?'. Meglio di niente. La prossima volta mi dovesse capitare una cosa simile, sarò maleducata, ce la devo fare. Comunque, al di là di questo il matrimonio me lo sarei anche potuta risparmiare, ma al momento sto cercando di mettermi alla prova. E alla fine ho buttato una giornata della mia vita, che avrei potuto passare facendo cose ben più interessanti, ma l'ho buttata travestendomi da pagliaccio in gonna tacchi e orecchini senza far casini, che è molto più difficile di quando sei a casa in your baggy clothes.

Venendo alla sera, sono uscita con le mie compagnette di stanza del concorso, e sono stata bene. 'Dai, fai bene anche la seconda prova così quando ti assumono ci offri una cena!'. Io vedo sincerità. loro erano contente per me. Il futuro mi ha sempre spaventata da morire ma chissà perché quando ne parliamo noi tre sono tranquilla. I miei (pochi) amici hanno tutti chi un cazzo chi un altro, loro invece sono normali, fanno cazzate e poi ci ridono su, e quando io mi imparanoio perché penso di poter rovinare tutto, mi basta ricordarmi che la mossa vincente è quella di essere me stessa, e sarò certa che non sbaglierò. L'unico neo. Al solito la mia prima reazione all'invito è stato un cazzo, NO. Forse si chiama istinto di conservazione anche questo, quando ti anestetizzi, decidi volontariamente di spegnere il cervello per non darti il tempo di inventare scuse e di pensare ai pro e contro perché tanto sai che vincerebbe 'il fronte del no' che ha l'Argomentazione Incontrovertibile, e dici sì. Certo poi da quel momento è tutto un piagnucolare. Chi cazzo me l'ha fatto fare, ma perché ho detto sì, e via lagnandosi. Ora io mi domando se sia normale a ventun'anni dover fare le cose in questo modo, usarsi violenza per un'uscita.

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venerdì, 22 agosto 2008, ore 20:45

E così, pare proprio che sia finita. Gioia e Amo' (che due palle, mi vergogno per loro, no comment!) sono partiti. Li abbiamo aiutati a caricare i bagagli in macchina, li abbiamo seguiti con lo sguardo finché non sono scomparsi dietro l'angolo, poi abbiamo impacchettato il vecchio, glorioso GT da collezione (che non solo il figliolo del Perozzi può mettere l'impermeabile alla macchina), ancora caldo per l'ultimissima uscita prima di partire, e siamo rimasti soli. Non so come sentirmi, cambio umore da un minuto all'altro, perchè a tratti penso che sia andata bene, a tratti male. In ogni caso, la costante è che piagnucolo come una cretina, o perché sento la loro mancanza o perché penso di non essere stata, ancora una volta, all'altezza, e di non poterlo essere mai. Siamo stati parecchio insieme. Ma non so se sia stato per sintonia o perché ha portato il cagnolino a fare la passeggiatina. Oggi siamo rimasti soli, io e lui, e ho provato a tirare fuori dei discorsi un po' più seri, che potessero farmi capire come cazzo è nata questa sudditanza psicologica, e sono rimasta insoddisfatta, credo per un misto di totale inabilità mia a comunicare e scarso grado di recettività dall'altra parte. Certo, penso di avere raggiunto livelli di confidenza a tempo di record, e per di più invidiabili, il grado di sua apertura nei miei confronti non è affatto male. Peccato che a me non basti. Non lo so, al momento non so neanch'io cosa cazzo voglio di più. So solo che queste settimane sono state stressanti, che ho fatto qualche pasticcio a destra e a manca, che mi sento spossata e confusa.
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categoria : lacrime, malessere, malinconia, cibo, solitudine, autostima, incomunicabilità

venerdì, 20 giugno 2008, ore 13:51

Giornata di merda, prima giornata di ciclo e sono una balena, una vacca, una mongolfiera, un capo bovino, un...  SCHIFO.

 

yes

Sì, sì, andate pure avanti

Io vi raggiungo

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categoria : depressione, cibo, dimagrire, rabbia, esaurimenti nervosi

domenica, 08 giugno 2008, ore 15:34

Credevo di saperne ormai quasi quanto una strizzacervelli. E invece, mi ritrovo col naso affondato in quel libro, scoprendo a ogni riga cose nuove su cose nuove. E sto procedendo lenta nella lettura, perché certi punti sono dolorosi e devo rimuginarci su. Inconveniente principale, ogni sera mi tocca nascondere il libro fra il letto e il muro, e quando mi alzo la mattina il primo pensiero è tirarlo fuori e metterlo in fondo al cassetto della scrivania. E naturalmente non posso neanche leggerlo davanti ai miei genitori. Le parole 'anoressia' e 'bulimia' sembra che spicchino anche se i caratteri hanno la stessa dimensione di quelli delle altre parole. Carbone bagnato, si chiama! Tutto questo per dire che sto elaborando. Soprattutto su quand'ero piccola. Spero di produrre un qualche output al più presto. Ci sono dei lati positivi, in questa psicologia casereccia.

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categoria : riflessioni, cibo, ottimismo

giovedì, 01 maggio 2008, ore 14:24

Ma Cristo Santo, una ci prova ad autoconvincersi. Ad ogni avvistamento di sega mantale a ore dodici, cerca di spegnere il cervello, prova a ripetersi pappagallescamente che bisogna mangiare normalmente che tanto non s'ingrassa, che anche se s'ingrassa chi cazzo se ne frega, mica la gente ti pesa con lo sguardo e scova due chili in più o in meno, che se hai la sicurezza in te stessa non cambia niente, sia che tu sia una balena sia che tu sia un mucchio d'ossa, perché ciò che importa è star bene con se stessi e riuscire a trasmettere agli altri questo benessere; e in ogni caso, le diete 'tutto e subito' non provocano altro che danni, sempreché funzionino. Ma poi arriva quella troia della Kellog's, 'Sei pronta per la prova costume?!'. E quell'altra pubblicità, meglio 25 paia d'occhi addosso o *qualcosa di dietetico*, non ricordo cos'è che pubblicizzano e buon per loro? E la pubblicità della Fitomagra? E tutte quelle pubblicità sui giornali, 'con tal prodotto ho perso 6 chili in una settimana!'.

Questa io la chiamo istigazione. Confesso: io sono uno di quei cosiddetti 'soggetti deboli', ok? E un bombardamento del genere su di me ha effetto. Non ci farò una gran figura ad ammetterlo, soprattutto perché non ho 15 anni, ma è così. E io vorrei prendere a sprangate la televisione, fare in mille pezzi i giornali. Ovviamente non do loro la colpa di niente. Sono io la segaiola. Però non aiutano, cazzo. Sono quel soffio leggerissimo che fa crollare l'impalcatura da due soldi dei miei discorsetti motivazionali fatti a mano. Very well. Stasera mi tocca andare a mangiare il gelato, a quanto pare neppure io riesco a stare in casa il primo maggio. Fantastico. E adesso?! Quante kcal ha il gelato?! Compito per casa: non andare a cercare le kcal del gelato. Che Zeus mi fulmini.

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categoria : cibo, dimagrire, rabbia, esaurimenti nervosi

domenica, 27 aprile 2008, ore 13:18

(Le penne che son piccole si raggruppano a tre a tre

I maccheroni va bene anche a due a due)

Schema tipo

Il peso per unità è già in memoria.

Inserire tipo

inserire numero unità

loading.

loading..

loading...

il numero di calorie è (...).

 

 

 

Inserire tipo: spaghetti

ERROR FILE

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categoria : cibo, esaurimenti nervosi

venerdì, 11 aprile 2008, ore 14:14

Benissimo. Martedì è il mio compleanno. Tanti auguri a me. Chi cazzo ha inventato st'usanza barbara di festeggiare i compleanni? Nessuno ha mai  riflettuto sul fatto che significa avanzare di un passo verso la morte? Che è tempo di bilanci e che possono essere totalmente fallimentari? Che cazzo c'è da festeggiare? Ora, lasciando stare queste disquisizioni filosofeggianti, l'esperienza empirica mi conferma che dai compleanni non viene niente di buono. Due anni fa, ho pianto come una fontana. E magari lì ci stava, visto che fra l'altro era di sabato santo e l'ho passato alla messa pasquale di mezzanotte (avviso per i naviganti. Era una battuta ironica. Ho pianto per altri motivi.). L'anno scorso, ho pianto se possibile ancora di più, nonostante i miei più cari amici invece della solita uscita, mi hanno fatto trovare casa tutta piena di palloncini e hanno cucinato per me (che, sorvolando sulle mie fobie sulle calorie, la pulizia e quant'altro, è un gesto molto carino che ho apprezzato). E ho tenuto il broncio per tutta la sera. E arrivata a casa, non appena mi sono  chiusa la porta alle spalle, le cascate delle Marmore. E le cose sono migliorate, rispetto a quand'ero piccola. I miei baby-compleanni erano terribili. Sarà che non ero capace di 'fare la festeggiata', stare al centro dell'attenzione, e soffrivo per essere una defilata persino al  MIO compleanno. Adesso il problema è che non me la sento di scappottarmi l'uscita-festeggiamento, perché si fa così sempre per tutti, non mi va di deludere i miei amici. Ma non ne ho nessuna voglia.  Intanto perché se si fa, non potrò fare a meno di dirlo anche a Luciana, e la cosa non mi fa per niente piacere, considerato che in questo periodo l'ago del mio mood nei suoi confronti è posizionato su 'odio totale'. Io sono lunatica, ma lei le sue responsabilità ce le ha. Ma questo è un altro discorso. E poi, ci sta pure, e vafanculo a me che lo ammetto, che mi terrorizza l'idea di mangiare. E' da una settimana che semi-digiuno. Perché, oplà, il giorno successivo al mio compleanno si parte alla  volta del Nord Italia perché venerdì il mio superbro si laurea. E con tutta la buona volontà del mondo, non ce l'ho fatta a tenere a freno i 'devo dimagrire' 'non posso affrontare la cosa con tutta questa ciccia addosso' 'sembrerò una mongolfiera' 'cazzo per quasi una settimana tutti i miei ritmi sballati, non ce la farò mai'. Va tutto al peggio. La strategia di sopravvivenza che ho scelto è la seguente: mi preparo al peggio, a sentirmi inadeguata, uno schifo, perché tanto sarà così, e quando torno vedo di fare pace col cervello. Non c'è altra via, ci sono troppe cose che si accumulano e si accavallano, e mi assalgono. Non riesco a distinguere, discernere, separare, analizzare, spezzettare, ricomporre, padroneggiare i singoli punti di snodo. Quindi per ora IGNORARE i problemi, nascondere la polvere sotto il tappeto, e le pulizie di fino vedo di farle quando riesco. Di sicuro non sarà mai più staccare di nascosto, in piena notte, un pezzetto di zucchero dalla colomba, come una piccola Oliver Twist, e mangiarlo con tanta solennità come se fosse un momento sacro. Mi faccio pena da sola.
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martedì, 11 marzo 2008, ore 14:53

Ma nessuno ha capito da dove veniva la frase ironica che da il titolo al post precedente?! E' un verso di 'heal the world' di Michael Jackson! Comunque, some news.

Cibo: Male. Parto la mattina con le migliori (peggiori) intenzioni di digiunare, poi arriva il pranzo e siccome non mi reggo in piedi dopo la mattinata a digiuno, faccio un pasto normale, che sarebbe una mezza misura, e non sia mai! E quindi arriva l'abbuffata non appena si libera la cucina. Però abbuffata relativamente contenuta rispetto a prima. E poi la sera addominali e esercizi per le gambe. Insomma, ci sono stati tempi peggiori. Per adesso devo assestarmi sui nuovi ritmi universitari che mi sconvolgono le giornate. Il problema è che si avvicinano le vacanze di Pasqua=>arriva mio fratello=>ansia di perfezione. Ma non ci voglio pensare, per ora.

Studio: Poco poco poco meglio. Il libro non mi nausea più al sol guardarlo. Ora devo fare il salto di qualità e aprirlo, e sono a cavallo.

Musica: Come forse si è capito, è da un periodo che 'sto intrippata de brutto' con Michael Jackson. E no, non mi frega niente delle accuse di pedofilia e varie, uno perché non ho approfondito l'argomento e non ho intenzione di farlo, e quindi fino a prova contraria, in dubio pro reo, tantopiù perche mi da l'idea di essere asessuato, a child himself, e due perché il suo valore di cantante e ballerino è indiscutibile, qualsiasi nefandezza possa aver compiuto. Il dramma è che non solo canto a squarciagola le sue canzoni, ma per di più mi muovo anche a tempo, o quello che a me sembra il tempo. Oggi per esempio, scesa dall'autobus, mi sono fatta il pezzo di strada che mi separa da casa sulle note di Thriller, cantando, ovviamente, e ballando, meno ovviamente e compatibilmente col camminare. Cappotto lungo bianco con cappuccio calato sugli occhi causa pioggia, movenze (più sgraziate però) da mostro di Thriller e urletti in corrispondenza degli acuti della canzone: l'abominevole donna delle nevi, bello spettacolo che ho offerto ai passanti. E chi se ne frega! You know it's thrilleeeeeeer, thriller night, you're fighting for your life inside a killer -thriller- toniiiiiiight !!!!

Amore: HA! Scherzeeeetto, no news as usual. Ma al momento la cosa non mi causa problemi (chissà quanto poco durerà questo stato di grazia).

That's all folks...

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categoria : musica, vita, cibo