domenica, 24 giugno 2007, ore 16:55

Mi ha abbastanza sconvolta leggere il post di Lady Coraggio sul 'corpo che mangia se stesso'. Non so se c'è un nesso, ma mi ha riportato alla mente quando l'anno scorso ho donato il sangue. Il periodo successivo è stato uno dei più brutti della mia vita. Avevo la tachicardia in continuazione e non riuscivo a muovere un dito senza agitarmi ancora di più e piangere come una fontana. Avevo una terribile sensazione di violazione, di sfruttamento. Mi sentivo sempre a un passo dallo svenimento, ma non era così. Era tutta una condizione psicologica. E'  quel processo per cui più cerchi di calmarti, più ti agiti perchè hai paura di non riuscire a riprendere il controllo. Ed è anche una questione di rapporto con il corpo. Che significa dare via, privarsi di 400 miseri ml di sangue? Niente. Eppure anche se avevo fatto tutto in piena coscienza, mi sono sentita usata, sfruttata, derubata del mio sangue, quasi a tradimento. In genere riesco molto bene a capirmi, ma questo è un nodo che invece non sono riuscita a sciogliere sul mio comportamento. Non ero debole ma mi sentivo tale e volevo solo stare a letto e tenermi sopra la testa la mia copertina, ero come una bambina traumatizzata. Non la so spiegare. Forse VOLEVO sentirmi male? Fatto sta, che adesso hanno richiamato e fra qualche domenica sarò di nuovo lì a donare il sangue per la seconda volta, e sono già terrorizzata per come mi sentirò dopo, per come cercherò di tranquillizzarmi e riuscirò soltanto ad agitarmi di più. Ma sono convintissima che donare il sangue sia una cosa di fondamentale importanza e non me la sento assolutamente di tirarmi indietro. Una volta tanto riesco a sentirmi utile. Quello che resta è la voglia di sentire l'ago. Non so perchè, ma da un po' di tempo ho una certa propensione, o meglio un amore-odio,  verso aghi e oggetti taglienti, che mi ispirano un mix di fascino e ripugnanza. Ma questa è un'altra storia complicata.
alltheshitinme
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categoria : sangue, paura